L'AGRICOLTURA NEL TERRITORIO DEL SINIS

 
L’alimentazione dell’uomo fa parte della sua storia, essa è legata alle attività lavorative (agricoltura, pesca, pastorizia), ed al suo modo di vivere.Essa costituisce parte della ”cultura” della vita. Ha caratterizzato la storia dei popoli ed è sempre stato un indice per valutarne l’importanza, la civiltà, l’evoluzione.
Cibi, bevande, modi e sistemi per prepararli e per conservarli nel tempo, hanno caratterizzato la storia dell’uomo.
Se il nostro sguardo si volge verso i nostri antenati, abitanti attorno all’attuale territorio di Cabras, risulta evidente che il loro modo di alimentarsi era legato in prevalenza ai prodotti dell’agricoltura, della pesca e in modo forse maggiore a quello di oggi, a quelli della pastorizia.
Il piacere del mangiare legato ai momenti di riposo dal lavoro, ai momenti di festa, il piacere di gustare un ottimo pane fatto in casa, un ottimo vino locale, un nostro dolce tipico, hanno sempre avuto un significato importante nella storia dell’uomo che ha abitato il territorio del Sinis.
I cibi tradizionali del nostro paese, dal pane, confezionato una volta con la farina del grano duro coltivato nelle nostre pianure, all’olio di oliva delle nostre piante secolari, ai pomodori, ai meravigliosi carciofi sardi, ai meloni tipici, ai prodotti della pesca quali i muggini lessi, la “mreka”, la bottarga, le anguille e la “bunida” e per ricordare ancora i cibi più poveri quali cipolle, fagioli e lenticchie, sono tutti cibi di una vita semplice, di un modo di vivere sereno, a volte povero, ma dignitoso.
Fatte queste premesse, riteniamo perciò importante riscoprire i nostri alimenti,valutare al meglio la necessità di produrre sano e bene, e soprattutto valorizzare al meglio i prodotti tipici del nostro territorio.
Conoscere i nostri alimenti, i modi per prepararli e chi li produce, apprezzando e valutando di conseguenza, chi mette a disposizione del consumatore prodotti di qualità.
La coltivazione del grano, un tempo diffusissima, nei terreni pianeggianti e sugli altipiani delle colline del Sinis, costituiva la più importante attività di numerose famiglie di agricoltori di Cabras.
Le specie più coltivate erano quelle di grano duro particolarmente adatte alla pastificazione e quelle di grano tenero per la panificazione. Quasi tutte le famiglie preparavano il pane a casa, dotate queste di un forno adatto per la cottura. Ed i pani preparati erano diversi, a seconda delle occasioni. Diversi da quello comune chiamati “Follitas“, “Crivaxius“, “Ghinantiris” e “Carrogas” a quelli delle feste preparati con “Farra ‘impia”, così chiamata perché più bianca. E per le feste il pane veniva preparato con particolari elaborazioni come ”Is Pizzeris”, ”Is Coccois“, “Is Coccois pintaus”. A Pasqua, poi, era tradizione preparare, soprattutto per i bambini “Su Coccoi ‘e anguia” un pane bianco particolarmente lavorato, con rappresentazione di fiori, che al centro avvolgono un uovo.
Oggi, praticamente scomparsa la preparazione del pane nelle case, sono i panifici, nati nei paesi ormai da tanti anni, che provvedono alla panificazione per la popolazione.
Cambiati decisamente i tempi in cui era prevalente,in pianura e nelle colline del Sinis,la coltivazione dei cereali,oggi questi terreni ospitano anche vite e ulivo,mentre sull’altipiano prevalgono colture di grande pregio, quali il melone sardo, coltivato in asciutto o con un sistema di irrigazione particolarmente adatto, onde ottenere un prodotto fortemente apprezzato sui mercati per il suo sapore deciso e per il gusto prelibato. Il melone sardo inoltre si conserva bene nel tempo.
Altre colture riguardano i pomodori e l’ottimo carciofo sardo spinoso dalle caratteristiche organolettiche eccezionali. Si presenta di un colore verde scuro violaceo,dal sapore forte inconfondibile, che lega in bocca, ma che gustato con olio extra vergine di oliva, esprime tutta la sua dolcezza.
Sono i nuovi giovani imprenditori agricoli di Cabras che devono conquistare i mercati regionali e nazionali con i prodotti di questa nuova agricoltura.
Il consorzio Sinis Agricola ha l'obiettivo di creare un nuovo sistema agricolo locale, individuando nuovi e diversi canali di distribuzione, con nuove strategie di mercato. Importante risulta anche l’aggiornamento degli operatori agricoli e la promozione di marchi di qualità affrontando così seriamente i problemi dell’agricoltura nel nostro territorio.

 

Prof. Angelo Spanu